nella città della legalità uno stupro al giorno

La giunta di questa città ha posto come parola d’ordine della propria politica la legalità, che a sua volta diventa giustificazione per il raggiungimento di sicurezza e ordine pubblico.
Ma dove una donna ha maggior bisogno di sicurezza? Forse ci stiamo dimenticando che la maggior parte delle violenze sessuali su donne e bambini avvengono lontano da vicoli bui,lontano dal “degrado”, lontano dai deliri di onnipotenza delle forze dell’ordine di questa città. La maggior parte delle infami violenze sulla donna avviene nelle case, tra le mura domestiche, in silenzio, all’interno di quel focolare tanto difeso e sacralizzato. La maggior parte delle violenze sulle donne non viene denunciata perché a commetterle è un famigliare, un parente, un amico, una persona che si conosce.
Il vero massacro(perché di questo si tratta) avviene dentro e non fuori dalle case.
Riteniamo che la nostra sicurezza nelle strade, nelle piazze e nei quartieri non dipenda dalla forza e dalla brutalità della repressione. Strade e piazze vuote e “ordinate” ci rendono sole.
Non abbiamo bisogno di legalità per sentirci tranquille. Non abbiamo bisogno di ripulire la città dal “degrado” per sentirci più al sicuro.
Per questo il clima in questa città si fa sempre più insopportabile, anche per noi donne, come per tutti quei soggetti che da troppo tempo sono vittime di una repressione cieca e freddamente calcolata in luoghi di potere prettamente maschili. Non siamo un oggetto di piacere maschile e non vogliamo essere soggetti giustificanti della politica machista e repressiva che la giunta di questa città sta praticando.
Ci sembra inaccettabile restare mute davanti agli affronti che ci vengono fatti, oggi più che mai.
Siamo indignate e offese per i fatti avvenuti pochi giorni fa in zona universitaria, dove in poco meno di tre giorni ci sono stati 10 arresti di compagni che si opponevano ad un TSO(trattamento sanitario obbligatorio) e di altri che esprimevano la loro solidarietà attraverso una scritta su un muro. Siamo toccate in prima persona come donne, come femministe, perché la stessa brutalità che la giustizia ha avuto nell’accanirsi su chi ha il coraggio di dire “NO!”, diventa lasciva, annacquata e svanisce quando ci si trova di fronte a reati di violenza sessuale. Diventa allora lecito e giustificabile esprimere solidarietà con chi è accusato di stupro, diventa quotidiano diminuire le pene per chi è stupratore, diventa “normale” pensare che una donna che ha denunciato uno stupro in fondo era “una facile”.
Per questo ci schieriamo contro la politica bieca e viscida di questa giunta e contro la sua repressione
Per questo crediamo che, a volte, dove la giustizia non arriva, possono arrivare le donne.
 
FIGLIE FEMMINE
Collettivo Femminista Universitario Bologna
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