Il fascismo ci vuole tutte uguali, madri, eterosessuali e bianche

Per noi una pratica antifascista non può che essere antisessista, così come il femminismo non può prescindere dall’antifascismo.

Il fascismo ha molte facce: si aggira con le lame in tasca per le strade, ma ha anche un volto istituzionale. Si declina nelle politiche che colpiscono le donne che sul loro corpo vivono ogni giorno le conseguenze dello smantellamento del welfare e del diritto alla salute, basti pensare ai colpi inferti alla legge 194 sull’aborto e ai consultori. Le donne, ancora, subiscono il retaggio di una mentalità fascista quando si trovano a svolgere il doppio lavoro, salariato e di cura, essendo quindi doppiamente esposte al ricatto del licenziamento in caso di maternità.

Ancor peggio per le donne migranti, sempre vincolate al permesso di soggiorno, tagliate fuori dal sistema di protezione sociale e, allo stesso tempo, nel mirino di politiche xenofobe e ricattatorie, come accade per i ricongiungimenti familiari, che le rendono dipendenti dal permesso di soggiorno dei propri mariti.

L’unica risposta possibile a tutto questo è l’autorganizzazione, la creazione di reti sociali e la solidarietà popolare.

Rioccupiamo le strade e le piazze, cominciamo a stare negli spazi pubblici in modo cosciente, consapevoli di chi ci sta intorno e di ciò che succede attorno a noi. Interveniamo in prima persona di fronte ai piccoli e grandi episodi di violenza, anche di quella meno evidente. In un momento di crisi e di spaesamento collettivo come quello attuale non possiamo permetterci di lasciare spazio a Casa Pound; dobbiamo immaginare forme di lotta che combattano la retorica delle comunità escludenti e del nazionalismo.

Infine, crediamo che il sessismo e le micropratiche fasciste esistano anche nei luoghi meno nominati (la famiglia, la coppia, il luogo di lavoro, le relazioni interpersonali), nessun* può dirsene davvero immune. Troviamo dei modi per ragionare insieme sulle modalità soggettive e individuali in cui esso si esprime!

Usciamo dall’immobilismo che sembra schiacciarci, perché abituate a subire violenza, abituate al dominio e all’arroganza, abituate a non vedere l’ingiustizia, abituate allo sfruttamento, abbiamo disimparato a guardare e quindi ad agire.

Restare complici di un sistema capitalista, razzista, sessista e omofobo: anche questo è fascismo!

Non agire, ritirarsi in casa, non interessarsi a quanto accade al di fuori del proprio orticello, lasciarsi andare a una rassegnazione privata o a uno stanco immobilismo invece che a una rabbia collettiva non sono solo segni di de-responsabilizzazione, sono segni di fascismo.

Parlo ed è la rivoluzione,

nei miei fianchi, la rivoluzione

Quando camminiamo, la rivoluzione sta venendo!

ANTIFASCISTE SEMPRE!

CHIUDIAMO CASA POUND corteo sab 24 novembre ore 15.00 p.zza Carducci -Bologna-

 CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE presidio 25 novembre ore 17.30 p.zza Nettuno-Bologna-

 

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