Nuova lettera sulle Fantastiche 4 e il Consiglio Comunale del 16 luglio a Ravenna

Al vicepresidente della fondazione Flaminia Giannantonio Mingozzi
Al prorettore delegato alla Romagna Guido Gambetta
Al prorettore vicario Luigi Busetto
Ai responsabili di Serinar e Unirimini

E. p.c.

Al rettore Pier Ugo Calzolari
Al Comitato Pari Opportunità dell’Alma Mater Studiorum

Al Sindaco di Ravenna

Alla Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna
Alla Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Ravenna

Gentilissime e Gentilissimi,
facciamo
seguito alla nostra lettera del 13 luglio 2009, con la quale si
affermava che la pubblicità delle “Fantastiche4” rappresenta una
gravissima forma di discriminazione di genere effettuata da una
Istituzione pubblica, e di conseguenza chiedevamo l’immediata rimozione
da ogni luogo pubblico dei manifesti pubblicitari sopra citati, una
immediata lettera di scuse a tutte le studentesse e studenti da parte
dei responsabili della campagna pubblicitaria, l’immediata rielezione
dell’indispensabile Comitato Pari Opportunità universitario, e, per le
affermazioni rilasciate, le immediate dimissioni da ogni incarico
pubblico di Giannantonio Mingozzi, vicesindaco di Ravenna.

Abbiamo
apprezzato molto la scelta di rimuovere i manifesti incriminati, e le
numerose espressioni di condanna dell’immaginario sessista cui esso
alludeva, nonché quanti comunque si sono distanziati da tale scelta di
marketing.

Tuttavia, è triste e grave che in molti, e nello
specifico Giannantonio Mingozzi, continuino a difendere a spada tratta
la legittimità di una scelta tanto palesemente discriminatoria.

E’
intollerabile che Giannantonio Mingozzi abbia liquidato la scelta del
manifesto pubblicitario come “una leggerezza” e “una cosa negativa” e
che, in sede di consiglio comunale, in veste istituzionale, abbia di
nuovo ripresentato la questione in termini di “visibilità” e di “senato
accademico che rema contro la Romagna”, continuando a non rendersi
conto – lui e le/gli altri quindici che con lui hanno scelto
l’immagine, evidentemente!- della gravità dell’accaduto, perlopiù
ironizzando su una sensibilità di genere che secondo lui dovrebbe
rimanere prerogativa dell’Assessora alle Pari Opportunità, e non del
consiglio comunale tutto.

Mingozzi infatti in quella sede ha
ribadito che non e’ stato un "errore", ma che a decidere la campagna
"eravamo in sedici, di cui tre donne, e a nessuno e’ venuto il dubbio
che fosse offensiva. Credevamo solo di dare una rappresentazione
fumettistica delle facolta’ romagnole, che per la prima volta si
promuovevano insieme".
E per il futuro ha ironizzato: "D’ora in poi,
prima di approvare qualunque manifesto, lo faro’ prima vedere
all’assessore Piaia".

Per tale motivo interveniamo nuovamente
per esprimere la nostra indignazione in riferimento alle affermazioni
del vicesindaco Mingozzi e di quanto con tali argomentazioni lo hanno
supportato.

Nella nostra precedente lettera abbiamo illustrato
con chiarezza che, anche in riferimento a quanto stabilito dalla
Convenzione Europea per l’Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione
nei confronti delle Donne e dalla Carta Europea per le Pari Opportunità
nella vita locale, la pubblicità delle “Fantastiche4” è lesiva della
dignità della donna e discriminatoria in quanto veicola stereotipi di
genere.

Quello che noi esigiamo con fermezza è una presa di
consapevolezza da parte di tutte le Istituzioni coinvolte (Rettorato,
Senato Accademico, Prorettore, Responsabili del poli decentrati,
Sindaci delle città ove sono stati affissi i manifesti, Consigli
comunali) che quel manifesto è discriminatorio e veicola stereotipi
sessisti. Di conseguenza, chiediamo un fermo impegno da parte di tutti
nella riflessione sulla pervasività degli stereotipi di genere e sul
loro impatto negativo nella lotta per l’autodeterminazione delle donne
e le pari opportunità in ogni ambito sociale.

Ribadiamo la
richiesta di dimissioni di Giannantonio Mingozzi da ogni incarico
ricoperto in ambito comunale e universitario, in quanto è intollerabile
che, anche quando gli venga evidenziata in maniera circostanziata la
natura discriminatoria del manifesto, egli si ostini a non riconoscerla
come tale, minimizzando l’accaduto anche nella sua veste istituzionale
e derogando una consapevolezza e un azione di genere al solo
assessorato delle pari opportunità e non al Comune di Ravenna tutto,
così come doveroso invece, avendo ideologicamente aderito in toto tale
Istituzione alla Carta Europea per le Pari Opportunità nella vita
locale (che lo invitiamo a leggere e promuovere, come Suo specifico
obbligo istituzionale).
Riteniamo l’atteggiamento di Mingozzi paternalistico e pericoloso.

Ci
sono delle responsabilità istituzionali nell’adozione di una pubblicità
sessista, e ci sono dei vinti: sono le donne, le giovani generazioni
mercificate non solo dai privati ma, a quanto pare, anche dalle
Istituzioni, e rappresentate come oggetti sessuali e non come soggetti
pensanti.

La richiesta che le Istituzioni ammettano la
possibilità di essere state discriminatorie, e si impegnino per la
decostruzione, a partire da sé, della cultura sessista che impedisce
l’autodeterminazione femminile, è dovuta e più che legittima: se non lo
fanno, chiederne le dimissioni non è né infelice, né arrogante, né
fuori luogo.
Si tratta di una lotta per l’affermazione del diritto
di ogni donna ad essere rappresentata come soggetto attivo e
autodeterminato e non oggetto sessuale o di consumo o di cura.

E
se i rappresentanti delle Istituzioni non hanno consapevolezza di ciò,
temiamo che gli errori di questo tipo possano ripetersi e moltiplicarsi.

Per
tali motivi, ribadiamo la necessità che venga riconosciuta
collettivamente e pubblicamente la natura discriminatoria della
pubblicità delle “Fantastiche4” e che ci si impegni al fine di
promuovere campagne di sensibilizzazione contro l’uso strumentale
dell’immagine della donne e per l’eliminazione degli stereotipi di
genere dalla comunicazione.

Bologna – Ravenna – Cesena – Forlì – Rimini, 15 luglio 2009

Associazione Giuristi Democratici, sezioni di Bologna e di Ravenna
Collettivo Universitario Femminista “Figliefemmine”
Rete delle Donne di Bologna
Altra Città – lista di donne, Bologna
Fuoricampo Lesbian Group
Monica Pepe
Anna Zoli
Ilaria Possenti (Università di Pisa)
Monica Pepe
Ostilia Mulas
Sandro Bellassai
Edith Gallon
Controtv di Pisa
Fernanda Minuz
Lucrezia Stella
Giacomo Ficarelli
Stefania Zamba
Anna Draghetti
Geni Sardo (Coordinamento Donne Trieste)
Elena Del Grosso
Collettivo di donne Mujeres Libres di Bologna
Francesca Rossi
Fiorenza Addivinola
(adesioni in aggiornamento)

Per info:
Barbara Mazzotti (Figliefemmine) cell. 3381057693
Barbara Spinelli (Giuristi Democratici) cell. 3406248970
Per adesioni: retedelledonnedibologna@women.it

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