LE DONNE NON SI LASCIANO INTIMIDIRE : CONTINUIAMO A LOTTARE !

Nelle ultime settimane si sono verificati due attacchi
all’autodeterminazione delle donne. Il primo in zona universitaria due
settimane fa quando sono stati necessari ben quindici sbirri per  cercare di intimidire 3 compagne del
coordinamento “Quelle che non ci stanno”, portate fino in questura per un
riconoscimento con dinamiche chiaramente machiste di retaggio fascista. Il
secondo pochi giorni fa contro le attiviste del Tpo cui sono arrivate ben 17
denunce in seguito ad un’azione finalizzata allo svelamento dell’abuso del
diritto di obiezione di coscienza che viene fatto da alcuni farmacisti
bolognesi di fronte alla  richiesta della
“pillola del giorno dopo”. Ricordiamo che la pillola in questione non è un farmaco
abortivo, in quanto agisce come inibitore dell’impianto dell’ovulo, bloccandone
l’ovulazione e non intaccando in alcun modo eventuali ovuli fecondati, fa
quindi parte dei contraccettivi
d’emergenza, e deve essere facilmente accessibile a qualsiasi donna.

Il paradosso è che il reato di interruzione di pubblico servizio,
contestato alle attiviste, è in realtà un reato commesso dagli stessi
farmacisti-obiettori nel momento in cui si rifiutano di consegnare suddetto  farmaco.

Solidarietà a tutte le compagne e
a tutte le donne cui è stata ostacolata la possibilità di accedere agli
anticoncezionali o all’interruzione di gravidanza.

Stupite dall’infondatezza dei
reati contestati dietro i quali vediamo una volontà intimidatoria decidiamo di
non fermarci e ribadiamo la nostra lotta per l’autodeterminazione senza
rinunciare alle pratiche che ci caratterizzano.

 Figlie Femmine

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