Solidarietà al Laboratorio Zeta sotto sgombero

 

L'attacco allo ZetaLab si inserisce in un incalzante clima di repressione che ci opprime tutt* e tenta di azzittire più voci possibili.

Quella del Laboratorio Zeta è una positiva esperienza di lotta, di costruzione di concreti legami politici, umani e culturali che negli anni hanno saputo costruire una fitta trama di resistenze in un luogo come Palermo, creando uno spazio libero da vincoli istituzionali e mafiosi.

Tutto questo per noi ha un valore inestimabile sia come compagne che come persone.

Nonostante la distanza fisica la nostra rabbia si unisce alla vostra nella difesa dello Zeta, per questo il nostro impegno sarà massimo nel diffondere il più possibile informazioni su ciò che sta accadendo, la mobilitazione non può avere confini.

Con lo Zeta che resiste!

 

FiglieFemmine Bologna

 

Links:

zetalab

 Info su ciò che sta accadendo:

 

 

 

Critical Girl in a Critical World - Human Motor

 

L'EMANCIPAZIONE NON SARA' MOTORIZZATA!

Figliefemmine aderisce e partecipa allo HUMAN MOTOR, LIBERIAMOCI DAL MOTOR SHOW:
Il Motor Show sarà a Bologna dal 4 al 8 dicembre. Per il terzo anno, sabato 5 dicembre 2009 ORE 15 P.za COSTITUZIONE ci sarà anche lo Human-motor. Una critical mass attraverserà le strade di Bologna per liberare la città dall'immaginario dell'(AUTO)distruzione e per affermare che un altro Motor è possibile. Una mobilità urbana alternativa non basata sui mezzi motorizzati privati.

Noi cyberfeministqueer e le compagne della ciclofficina Ampioraggio (che sta all'Xm24) abbiamo ragionato sul sessismo intrinseco all'immaginario motorizzato, partendo dall'inguardabile pubblicità del motor show...questa:

  Ovviamente la questione della strumentalizzazione del corpo delle donne nell'ambito della  promozione del consumismo inquinante in stile "truzzo da SUV", è facilmente comprensibile a partire dalle innumerevoli pubblicità e retoriche che legano "donne a motori". Una serie infinita di rappresentazioni fittizie e discriminatorie che si inserisce in un contesto televisivo/pubblicitario/politico/culturale in cui ad essere rappresentate come "oggetti funzionali alla seduzione" sono le donne. Sempre e necessariamente eterosessuali, prorompenti, oche e vogliose. A parte in quella serie di spot dedicati alla rappresentazione di donne eterosessuali madri di famiglia e dedite (gioiosamente) al lavoro domestico o alla cura di maschi simpaticoni e bambinoni (eterosessuali).

Abbiamo già ragionato su pubblicità sessiste e promosso azioni, la situazione è disastrosa. Da un lato rappresentazioni normalizzanti di ruoli di genere insostenibili, dall'altro la non-rappresentazione sistematica di identità e corpi non conformi. 

Ci siamo fermate perciò allo spot del motorshow poiché rimandiamo al buon senso (per il momento, forse pecchiamo di ottimismo)l'analisi della funzione delle donne in esposizione a fianco alle macchine. Basta cercare "motorshow" su gugol immagini e...voilà:

 

 

 

Orbene... Ecco che gridiamo allo Human Motor come Critical Girls: 

L’EMANCIPAZIONE NON SARA’ MOTORIZZATA

Il Motor Show strumentalizza il corpo delle donne.

Usa il corpo femminile come accessorio da accostare all’arbre magique.

Si rivolge agli uomini come a bambini ai quali tutto è permesso nel paese dei balocchi.

Rappresenta nella sua campagna grafica due giocattoli: una macchina sportiva e una barbie ritoccata e maggiorata, ahinoi, col “colpo della strega”. Prototipo giocattolo delle regole di genere nel capitalismo post-moderno italiano: una lei/merce eterosessuale, disponibile, dedita alla seduzione, che invoglia un lui, macho, dedito alla produzione.

NE ABBIAMO PIENI I POLMONI

Le donne non sono oggetti, non sono in vendita (tantomeno a rate!)

 

Campagna grafica Critical Girls

 

>>Scarica il volantino da qui

>> Qui, qui e qui ...tre bellissimi stencil!

 

Figliefemmine più Ampioraggio uguale 

Campagna grafica Critical Girls

 

 

Sessi_oni de_generate corpi e desideri ... cineforum a Palermo!

Laboratorio Zeta e Malefimmine presentano a Palermo Sessi_oni de_generate corpi e desideri:

"Con questa cinerassegna iniziamo un percorso che vede il collettivo malefimmine e il laboratorio z impegnati a costruire un luogo di riflessione permanente sulla sessualità, e sulla rappresentazione di essa nella società e nella cultura.
Pensiamo che la sessualità debba essere spogliata dai canoni tradizionalisti, liberata dalle pareti della camera da letto, dalla claustrofobia della “coppia”: essa va intesa piuttosto come esplorazione del sé, come godimento condiviso e diffuso nel nostro vivere quotidiano e inserita in un reale contesto di libertà e sperimentazione. Ma la libertà è strettamente vincolata da un lato dalla conoscenza di se stesse e del proprio corpo e dall'altro dalla forte consapevolezza che siamo soggetti che sognano, immaginano e per questo desiderano.
Il corpo è il luogo del piacere, e soddisfarlo significa sperimentarsi e sperimentarlo nel rispetto di se stessi e dell'altra\o, occorre quindi iniziare un percorso di riappropriazione della propria sessualità, soprattutto per affrontare consapevolmente il fatto che sui nostri corpi oggi si giocano le battaglie più dolorose della nostra società, essi diventano s-oggetti normati, luoghi su cui legiferare.

La rappresentazione della sessualità è declinata sempre al maschile, seguendo i fili di una doppia morale che vuole da un lato la censura, il segreto e la vergogna e dall'altro la mercificazione e la sottomissione della sessualità femminile.
Il desiderio, i sogni e l'immaginario vogliono essere al centro delle nostre riflessioni, per giungere a costruire e decostruire le nostre identità e la nostra sessualità".

Il programma:

ORE_20 APERITIVO+CORTI
ORE_21 INIZIO PROIEZIONE


Domenica 8 dic.
Shortbus
Sensuale esplorazione delle relazioni inter-personali attraverso i generi, la sessualità, l'arte e la musica. Di John Cameron Mitchell, USA, 2006.

Domenica 13 dic.
Erotique (oltre i confini dell'erotismo)
l film si compone di quattro episodi di tre registe diverse che hanno come obiettivo quello di dimostrare che esiste una specificità femminile nel rappresentare il sesso e il desiderio.Di Lizzie Borden, Monika Treut, Clara Law, USA,1998.

Domenica 20 dic.
Il delta di venere
Dall'omonima raccolta di racconti erotici di Anais Nin.
Un' ossessione tradotta in forma letteraria dove la scrittrice (protagonista) scopre la vera natura del suo corpo, le reazioni della sessualità, nonchè le fantasie da Kamasutra di donne ed uomini.Di Zalman King, Usa, 1994.

Domenica 27 dic.
20 centimetri
Esagerazioni con dosi di kitsch, di una trans-prostituta sull'orlo di una crisi di nervi per colpa di un residuo virile di 20 cm. Molto gradito dai clienti e preso come unità di misura della felicità.Di Ramon Salazar, Spagna, 2005.


Domenica 3 gen.
Il sesso secondo lei
Per Leila il sesso è l'unica forma di comunicazione con l'universo maschile. Una notte la ragazza incontra David, ed è attrazione immediata. Ma ben presto entrambi realizzano che la loro relazione è qualcosa di diverso da tutto ciò che è venuto prima. Di Clément Virgo, Canada, 2005.

Domenica 10 gen.
Better than chocolate
La giovane Maggie, lasciata l'università, si guadagna da vivere lavorando in una libreria-sexy shop gaylesbico.Una storia d'amore, una denuncia dell'omofobia e della censura di stato e un modello di politically correctness che ammette di buon diritto nel mondo lesbico transessuali e bisessuali.Di Anne Wheeler, Uk, 1999.

That's postporn!

"The term post porn was made famous by the sexworker and performance artist Annie Sprinkle which established a new level of sexual representation: Through identifying with joy, independence and agency in sex-performance, Sprinkle made us think of sex as a queer/feminist counter-pleasure outside the victimising framework of censorship and taboo.
Today, queer theorists like Beatriz Preciado or Marie-Helene Boucier re-evalue the term post-porn to theorise sex in the age of transgender subjectivity and disidentification, drag and cyberspace. When understanding pornography as a central dispositif of late capitalism for the normalisation and disciplination of pleasures and bodies, political ambivalences and counter-strategies are needed to be discussed and mapped out without totalising cultural pessimism." (Tim Stüttgen)

Il postporno per Annie Sprinkle è porno sperimentale o alternativo, e si è imposto poco a poco come uno spazio per la sovversione delle categorie di genere  e la ridefinizione delle sessualità. 

La decostruzione dell'immaginario pornografico tradizionale avviene attraverso la critica queer e femminista di categorie come quelle di ruolo di genere, identità di genere, identità sessuale e eteronormatività.

Non vogliamo qui tenere una lezione su pornografia-censura-postpornografia...ma occuparci piuttosto di una fenomenologia della postpornografia.

Come primo post sull'argomento segnaliamo qualche pagina interessante per un abbozzo di net geografia (clicca sulle immagini):

Annie Sprinkle 

...Attrice, performer, scrittrice, conosciuta ai/alle più per aver diretto e interpretato "Deep Inside Annie Sprinkle" nel 1981. Qui la biografia da Wiki.

 

Cindy Sherman

 E' una artista, fotografa e regista statunitense ed è conosciuta per i suoi autoritratti concettuali (self-portraits). Qui la biografia wiki.

 

Barbara DeGenevieve

E' un'artista interdisciplinare e studiosa. La bio è qui.

 

Maria Beatty

Filmmaker, impegnata soprattutto su temi BDSMe feticismo. Qui la wiki bio.

 

Emilie Jouvet

 Fotografa e filmmaker queer. La biografia è qui in .pdf

 

Girlswholikeporno 

Il progetto si è concluso nel 2007. Le filmmaker sono Águeda Bañón e María Llopi.

 

Post_Op

Blog-piattaforma di ricerca sul genere e post-pornografia

 

Pornoterrorismo

Diana J. Torres aka Pornoterrorista, è un'attrice spagnola, poeta e queerrorist. I suoi testi parlano principalmente di sesso e sono le armi infuriate contro il sistema e la società, l'ipocrisia e la polizia, la chiesa e l'esercito. Pensa che la poesia debba ssere eseguita per una comprensione completa, così mescola poesia, performance, azioni, porno e video hardcore.

 

...per finire: bolognesi (e non solo), tenete un occhio su 

Atelier Betty

Workshop, incontri e tanto altro a Bologna su genere e sessualità

 

 

 

Verso il 25 novembre: tutti gli appuntamenti di donne, femministe e lesbiche contro i Cie e la violenza sessista e razzista

Verso il 25 novembre: tutti gli appuntamenti di donne, femministe e lesbiche contro i Cie e la violenza sessista e razzista

Dal percorso e dall'appello Noi non siamo complici! sono nate per il 25 novembre - giornata internazionale contro la violenza sulle donne -, una serie di iniziative contro i Cie e la violenza sessista e razzista. Per tutti gli appuntamenti, da Bologna a Catania, rinvio a nonsiamocomplici, buona lotta a tutte.

Report iniziativa bolognese di femministe e lesbiche contro i Cie - 4 novembre

Mentre l¹Italia razzista celebrava, con la festa delle forze armate, le infinite missioni di guerra fatte in nome della ³democrazia², il pomeriggio del 4 novembre un presidio itinerante di femministe e lesbiche partiva dal centro della città verso il Cie di via Mattei a Bologna, come già avvenuto il 13 ottobre in concomitanza con la sentenza del processo contro ³le rivoltose e i rivoltosi² del Cie di via Corelli a Milano. ³Noi non siamo complici!², questa è la firma con cui abbiamo indetto questo nuovo presidio itinerante per denunciare alla città le vessazioni, le violenze e gli stupri che avvengono nei lager per migranti. Sull¹autobus 14A che ci portava verso il Cie, mentre alcune compagne intervenivano al microfono e altre volantinavano, una giovane immigrata con un bimbo in braccio ha raccontato la sua storia di ordinario neocolonialismo: quel bimbo è figlio di un italiano sposato che l¹ha messa incinta per poi sparire ­ esattamente come usavano fare i nostri nonni nelle colonie italiane ­ e lei ora, nonostante la paura di violente ritorsioni, vuole reagire a questa ingiustizia. Nello scambio, con lei, di consigli e numeri di telefono, ha acquisito ancora più importanza la nostra azione contro la guerra interna che lo stato razzista ha dichiarato nei confronti delle/dei migranti, una guerra in cui sfruttamento lavorativo e sfruttamento sessuale trovano nei Cie l¹arma principale. Le donne migranti, sfruttate e molestate nei luoghi di lavoro e nelle italiche case, vivono, infatti, sotto il ricatto costante della deportazione nei Cie e della conseguente espulsione, mentre le attuali leggi razziste ­ dissimulate sotto il nome di ³pacchetto sicurezza² ­ garantiscono la legittimità e l¹impunità della violenza di stato. Nelle tante iniziative, importanti e necessarie, che ieri si sono svolte in tutta Italia per dire no alla guerra e alle sue logiche ­ che, dietro la ³lotta al terrorismo e al fondamentalismo² e ancora una volta in nome di ³noi donne², nascondono nuove forme di aggressione neocolonialiste ­ il nostro presidio itinerante ha affermato con forza che le guerre non sono soltanto altrove ma anche qui, in Italia. Armate di microfono, cartelli in cui affermavamo ³meno Cie = meno stupri², slogan e interventi in più lingue, abbiamo ribadito ancora una volta la nostra volontà di non essere complici del razzismo istituzionale e la nostra attiva solidarietà con le donne migranti che si ribellano dentro e fuori dai Cie. Presto torneremo di nuovo in strada e sotto al Cie per continuare a rompere l¹isolamento delle tante Joy ed Hellen che si ribellano ai ricatti sessuali e alle violenze da parte dei loro aguzzini nei Cie e dare sostegno e solidarietà fattiva a tutte quelle donne migranti ­ come Kante, Salmata, Raya, Fatima, Vira e le tante che sono restate senza nome ... ­ che dentro e fuori i Cie subiscono le pesanti conseguenze di un razzismo istituzionale e diffuso sempre più violento. Sappiamo che in altre città gruppi di compagne si stanno muovendo nella stessa direzione e siamo sempre più convinte dell¹urgenza di moltiplicare queste azioni in tutti i territori. Stiamo lavorando in ambito locale perché il prossimo 25 novembre ­ giornata mondiale contro la violenza sulle donne ­ diventi espressione visibile e determinata della rottura di ogni complicità con il sessismo razzista e con tutte quelle forme di suprematismo ­ anche ³femminista² ­ che riducono l¹altra, la ³straniera², al ruolo di vittima sottomessa senza mettere in discussione le nostre connivenze col razzismo e la violenza di stato. Invitiamo le compagne, femministe e lesbiche, a promuovere per il 25 novembre, nei luoghi e nelle città in cui viviamo, iniziative contro i Cie per abbattere il muro d¹omertà e rendere pubbliche le violenze che avvengono fra quelle ³quattro mura² concentrazionarie dietro la copertura della nostra ³sicurezza². Noi non siamo complici!

Info su figliefemmine

Scrivici a figliefemmine@inventati.org per saperne di più!

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