Presidio 14/02/2008 ore 17.00 al Sant'Orsola - Difendiamo la libertà di scelta delle donne!
Appello Rete delle donne di Bologna
Care,
avrete sicuramente letto la terribile notizia del blitz della polizia al Policlinico di Napoli dovuto, dicono, alla segnalazione anonima di un infanticidio in flagranza (Art. 578 Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale), risoltosi nell'ammissione di un normale aborto terapeutico, dopo lunghi e illegittimi interrogatori e sequestro del materiale biologico espulso (previo riconoscimento della "vittima" da parte della madre).
Chi ci dice che quella telefonata sia mai arrivata? Chi può dire se non fosse invece in atto un'indagine ambientale, se non vi fosse tra le corsie un poliziotto in borghese in attesa di poter punire quei pochi medici che non obiettano all'IVG? Viviamo in questi giorni un accanimento generalizzato (disumano e rabbioso) contro la libertà di scelta delle donne che si sta traducendo sempre più in violenze e ingiurie. In stigmatizzazioni senza senso e ora, addirittura, in un tentato arresto! Questo atto vigliacco risuona nella testa di tutte come un temibile avvertimento: vi puniremo, assassine! Ma noi non siamo assassine e tanto meno abbiamo paura. Siamo soltanto sempre più indignate e pronte a difendere le nostre vite, la nostra dignità di donne libere di scegliere.
E' chiaro come il protocollo firmato dai ginecologi cattolici romani sulla rianimazione del feto sia colpevole di aver creato un clima di criminalizzazione delle donne che vogliono o che sono costrette ad abortire. E' chiaro che la proposta di moratoria sull'aborto di Ferrara ha avuto echi straordinari tra gli integralisti che siedono e siederanno nel nostro parlamento. E' chiaro il servilismo del nostro ceto politico ai diktat vaticani così come pare chiaro che non possiamo accettare una campagna elettorale tutta incentrata su come stigmatizzare i nostri corpi e come limitare la nostra libertà di autodeterminazione.
Le compagne napoletane saranno giovedì 14/02/2008 alle 17.00 in presidio in Piazza Vanvitelli. Le donne in tutta la nazione stanno organizzando presidi in concomitanza con quello napoletano.
A Bologna l'appuntamento è alle 17.00 sotto l'Ospedale Sant'Orsola (Via Massarenti 9), cioè alle porte del reparto di ginecologia con il più alto numero di obiettori di coscienza, ove, insomma, il servizio pubblico non garantisce l'applicazione della Legge 194.
Rete delle donne di Bologna
Upload da Femminismo a Sud
Oggi 14 febbraio,
in solidarietà con la donna di napoli, per difendere il diritto di
scelta di ciascuna di noi e contro l'irruzione della polizia fatta a
Napoli al Policlinico Federico II - contemporaneamente al presidio che
si farà a Napoli alle 17.00 a Piazza Vanvitelli, ce ne sarà un altro sempre alle 17.00 al Sant'Orsola di Bologna in via Massarenti 9, e a Milano alle 17.30 in Piazza San Babila e ancora a Milano in Via della Commenda alle 18.00 sotto la Clinica Mangiagalli, a Brescia alle 18.30 davanti gli Spedali Civili, a Roma alle 17.00 davanti al Ministero della Sanità, Lungotevere Ripa 1, a Firenze alle 17.00 davanti alla Prefettura in Via Cavour 1, a Venezia
alle ore 15.30 davanti l'ex ospedale G. B. Giustinian, Dorsoduro 1454
(Fondamenta Ognissanti) sede attuale del consultorio, e in altre città
in luoghi ancora da precisare (aggiornerò il post e l'agenda alla
vostra destra via via che arrivano notizie).
Molti i comunicati, tra gli altri quelli di: Udi nazionale; Collettivo femminista Degeneri; Rete delle donne di Bologna; Assemblea delle femministe e lesbiche romane; MaiStat@Zitt@; Giuristi Democratici.
Dai presìdi reali a quelli virtuali. In rete è tutto un fiorire di iniziative, pagine, pensieri, simboli, parole in difesa della 194 e/o in solidarietà con la donna di napoli. Provo a tenere traccia di questo bel corteo virtuale e se ci siete anche voi, segnalatelo tra i commenti e così allunghiamo la lista :)
Manuale per donne (che ha lanciato un appello tra blogger in difesa della 194) | A/matrix | Marginalia | Cloro al clero | Santo subito | La penna che graffia | Terrorpilots | Criptolelle | Spiaggia libera | Il pluriblog | Associazione mente locale | Uaar | Blops - il blog parla con sissi! | Cactus sul davanzale | GcPisa | Figli di... | Jazzando | Brave new world | Omnia Mundis | Giramundo | La toga strappata | Rosalux | Girasole | Tintallie | Amore immaginato | Spartacus Libero | Oltre la pazzia | La straordinaria piazza di OkNO
PRESIDIO domenica 10 febbraio
I Movimenti per la vita hanno organizzato un convegno sulla Legge 194 a Bologna.

L'aborto terapeutico regolato dalla legge 194 prevede la possibilità di
un'interruzione di gravidanza successiva ai tre mesi, in caso di grave
rischio per la salute della madre. L'intervento è praticabile entro la
23esima settimana di gestazione.
Questa scelta già difficile e dolorosa per una donna che intende portare a
termine la gravidanza, viene ulteriormente stigmatizzata dal protocollo dei
ginecologi cattolici romani e dalle posizioni della Chiesa cattolica.
Il protocollo impone la rianimazione del feto indipendentemente dalla
volontà della madre, obbligando alla "vita", nel migliore dei casi,
persone con gravi disfunzioni fisiche e cerebrali.
In Italia qualunque trattamento medico infermieristico necessita del
preventivo consenso del paziente e quindi il suo CONSENSO INFORMATO, che
costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in
assenza del quale l'attività stessa costituisce REATO (vedi art.32 della
Costituzione). SE LA PERSONA È MINORENNE IL CONSENSO È AUTOMATICAMENTE
DELEGATO AI GENITORI.
Questi fondamentalisti cattolici ancora una volta negano il diritto delle
donne di scegliere del proprio corpo, della propria vita e del proprio
futuro.
Paradossalmente i movimenti per la vita difendono una "vita" prodotta
da vere e proprie sperimentazioni eugenetiche, una (non) vita che graverà
soprattutto sulla donna che si farà carico di una scelta non sua.
La legge 194, sulla quale verte il convegno di domenica 10 febbraio,
sancisce anche la necessità della "prevenzione" all'aborto. I
movimenti per la vita interpretano la prevenzione come pratica di
dissuasione sulle donne perpetrata in maniera maniacale (ad esempio il
tampinamento delle donne che hanno scelto di abortire fin sulla soglia
delle sale operatorie) e come silenzio su tutti gli aspetti della
prevenzione alla gravidanza non voluta, chiedendo tra l'altro ai
farmacisti di obiettare alla vendita di anticoncezionali, prospettando il
reato di interruzione di servizio pubblico.
La sessualità resta così un tabù, ma la volontà di potenza patriarcale
sul corpo delle donne si reitera in forme:
• sempre più simili allo stalking (il reato di persecuzione mai
approvato in Italia)
• di occupazione vera e propria dei luoghi delle donne quali sono i
consultori laici
• di invasione degli ospedali pubblici dove andrebbe garantita la
possibilità di scelta laica e consapevole delle persone sui propri corpi
• di imposizione di un pensiero e di un'etica unica alle singole e ai
singoli
• di ingerenza sullo spazio pubblico e plurale attraverso l'esercizio
di un potere temporale e assolutista sulla società e sulle scelte
politiche.
Come donne rivendichiamo il diritto di decidere sui di noi e sui nostri
corpi e contestiamo la presa di parola sul tema dell'aborto da parte dei
maschi e di chi ha un preciso interesse di potere sulla sessualità.
PRESIDIO domenica 10 febbraio
ore 9,30 via Guinizzelli, 3
presso il teatro Antoniano
FIGLIE FEMMINE,
collettivo femminista universitario
Layca Frocessione!
![]() 17/01/2008 - Roma: in layca frocessione! |
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martedì 08 gennaio 2008
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Il 17 gennaio Joseph Ratzinger è stato invitato come ospite d’onore all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università “la Sapienza” di Roma. Facciamo Breccia ritiene che tale scelta delle autorità accademiche legittimi ulteriormente l’invasione clericale in tutti gli ambiti della vita pubblica italiana, in particolare in quello dell’istruzione e formazione così come nella sanità, già fortemente presi di mira dal monarca vaticano. Partecipiamo con una Layca Frocessione, per denunciare questa operazione ideologica che ha già un grave precedente nella “lectio magistralis” sui rapporti tra fede e ragione tenuta da Ratzinger all’università di Ratisbona.
Promuovono: per adesioni: nopope@psicollettivo.org |
ASSEMBLEA A ROMA 12 GENNAIO 2008
Appuntamento a Roma il 12 gennaio per un'assemblea nazionale che sia un momento di confronto e l'occasione per dare una valutazione collettiva della manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile sulle donne.
La lettera-invito che lancia l'appuntamento del 12/01/2008 si trova sul sito controviolenzadonne, per leggerla clicca qui sotto :
www.controviolenzadonne.org/html/assemblea.html
Torna il No Vat! E ci torniamo pure noi!
MANIFESTAZIONE NO VAT
Autodeterminazione - Laicità - Antifascismo
trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza - Pride e manifestazione Contro
la violenza maschile sulle donne - in cui sono emerse con forza la volontà di
autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza
vaticana nella sfera pubblica.
Alla violenza di genere come strumento di controllo sociale su donne, lesbiche, gay
e trans dentro e fuori la sfera domestica, corrisponde l'abbattimento dello stato
sociale e l'uso della famiglia come ammortizzatore.
L'alleanza fra politica istituzionale e Vaticano, consente, infatti, la progressiva
sostituzione del welfare con ideologici modelli familisti e con politiche
securitarie che negano i diritti di cittadinanza e legittimano campagne persecutorie
e razziste.
Le gerarchie vaticane e le istituzioni neoliberiste trovano un fertile territorio di
alleanza nel processo di revisionismo storico e nello sdoganamenti di fascismi
vecchi e nuovi. Una costruzione normativa spacciata per naturale, che riattiva sui
soggetti non conformi vecchie forme di violenza ed oppressione.
Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza e
di liberazione.
DENUNCIAMO

- il pericoloso rafforzamento dell'alleanza fra chiesa cattolica e politica
istituzionale, mirata a rafforzare le politiche familiste, securitarie e
proibizioniste, ad abbattere lo stato sociale, a negare l'autodeterminazione dei
soggetti e a mercificare i diritti di cittadinanza;
- il processo di revisionismo storico che mira al disconoscimento della resistenza e
dell'antifascismo, avallato anche dal Vaticano, attraverso la trasformazione degli
aguzzini fascisti e franchisti in martiri, e la rilettura ideologica della storia
recente e passata evidente nell'ultima enciclica;
- gli attacchi all'autodeterminazione e ai percorsi di liberazione attraverso un
progetto politico di istigazione all'odio che alimenta fobie, discriminazioni e
squadrismi;
- la criminalizzazione dei discorsi e dei movimenti che si oppongono allo strapotere
vaticano e il crescente restringimento degli spazi di laicità;
- la politica di governo e opposizione nel difendere a oltranza i privilegi
economici del Vaticano;
- il progressivo ampliamento a livello planetario del progetto di egemonia vaticana

mediante l'alleanza col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale
MANIFESTIAMO
- contro ogni integralismo e ogni fondamentalismo;
- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti;
- per l'eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano;
- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita;
- per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay;
- per l'autodeterminazione delle donne;
- per la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita;
- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di religione e la
cancellazione del sostegno pubblico alla scuola confessionale;
- per il mantenimento e la laicità del sistema sanitario pubblico;
- per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti;
- per l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivati (esenzione ICI, otto per
mille).
Presidio: Non una di più!
Presidio sotto al Tribunale di Bologna il 27 Novembre 2007 alle 9.30 in Piazza Trento Trieste, in occasione dell'udienza definitiva del processo per stupro detto "della Cirenaica". Importante è esserci, anche in silenzio, ma esserci per sostenere la ragazza che si è, per di più, ritrovata destinataria, con la madre, di una vile campagna diffamatoria da parte degli amici dei presunti stupratori. Insieme a Bologna, Cagliari e Milano sotto ai tribunali!








