Bella (Costituzione) Ciao!

Riporto comunicato dell'UdS sull'aggressione da parte di fascisti ai danni della coordinatrice dell'Uds di Castelfranco Veneto.

AGGREDITA DA MILITANTI DI FORZA NUOVA: CHE I RESPONSABILI VENGANO PUNITI!

Di Esecutivo nazionale [Uds Nazionale]
14-01-2008, 19:28



Ancora una volta le aggressioni fasciste sono all'ordine del giorno.
Proprio ieri una nostra compagna, Ludovica Bragagnolo, coordinatrice dell’UdS Castelfranco Veneto (TV), è stata vittima di un’aggressione da parte di due ragazzi, vicini a Forza Nuova, su un treno di ritorno da un’iniziativa a Bassano.

Ludovica, canticchiando “Bella Ciao”, ha attirato le ire selvagge ed incomprensibili dei due fascisti che hanno cominciato a spintonarla, chiuderla dentro il bagno del treno, lanciando abominevoli improperi come “puliscimi gli stivali” oppure “queste non sono cose da dire in pubblico”.

Ad un strenuo rifiuto della nostra compagna, è scattata la follia delle bestie: oltre a subire percosse, le hanno disegnato col pennarello una croce celtica e la scritta “Forza Nuova”, fugando ogni dubbio sulla matrice politica dell’atto. I due ragazzi sono stati prontamente denunciati.

Siamo vicini a Ludovica e a tutto l’UdS Castelfranco e siamo consci che la lotta contro il fascismo, che sta sempre di più imperando nelle nostre scuole e nelle nostre città continua e continuerà sempre.

Ormai la misura è colma e chiediamo con forza alle istituzioni democratiche, sancite dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza, di sciogliere tutte le organizzazioni neofasciste, totalmente illegali nonostante la nostra fragile “democrazia” li legittimi e ne stipuli a volte connivenze elettorali.

E’ ora di dire basta a questo stillicidio di violenze nei confronti di chi come noi crede nei valori democratici di pace, uguaglianza, solidarietà valori incompatibili con gli eredi del Partito Nazionale Fascista.

Anche quest'anno, con particolare attenzione per il 60mo anniversario dell'entrata in vigore della costituzione, ci mobiliteremo nelle città il giorno 27 gennaio prossimo, in occasione della “Giornata della Memoria”, durante la quale ricorderemo le atrocità dell’Olocausto e delle leggi razziali, perseguite da Mussolini e dalle moderne derivazioni dei Fascismi.

Invitiamo i compagni e le compagne a fare attenzione durante l’attività politica e di tenere gli occhi ben aperti.

Non un passo indietro!
Il fascismo non passerà

L' Unione degli Studenti

ASSEMBLEA A ROMA 12 GENNAIO 2008

 

Appuntamento a Roma il 12 gennaio per un'assemblea nazionale che sia un momento di confronto e l'occasione per dare una valutazione collettiva della manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile sulle donne. 

La lettera-invito che lancia l'appuntamento del 12/01/2008 si trova sul sito controviolenzadonne, per leggerla clicca qui sotto :

     www.controviolenzadonne.org/html/assemblea.html

 

Comunicato Figlie Femmine sulla Manifestazione Nazionale contro la violenza maschile sulle donne

 

Un muro è stato abbattuto, sabato 24 novembre a Roma eravamo 150 mila a manifestare contro la violenza maschile sulle donne e la relativa strumentalizzazione che la politica istituzionale ne fa.  
La violenza contro le donne si riversa  soprattutto tra le mura domestiche , quindi in quel contesto familiare tanto rivendicato come unico luogo legittimo di espressione affettiva e sessuale delle persone. Un concetto di famiglia che si riveste di eteronormatività e reitera pratiche  di sopraffazione maschile. Per questo non ci stupisce, ma ci indigna, la presenza di parlamentari che hanno approvato e redatto provvedimenti securitari e che allo stesso modo sostengono iniziative come il “family day”, espressione di una cultura integralista cattolica e sessista.
Noi manifestanti abbiamo scelto, rivendicato e reso noto sin dall’inizio  l’autodeterminazione delle nostre pratiche e quindi la nostra autonomia politica. Riteniamo che i tentativi di strumentalizzazione siano stati fermati in modo coerente rispetto alla piattaforma di convocazione.
Abbiamo condiviso la pratica separatista della manifestazione perché viviamo il separatismo  come parte del nostro percorso politico che alterna momenti di riflessione tra donne a pratiche miste, nel rispetto di tutte le differenze che attraversano i femminismi.
Nonostante il becero tentativo dei media di oscurare questa manifestazione straordinaria e partecipata, ne rivendichiamo la portata e la valenza politica. Un rinnovato femminismo si fa strada in una società che continua a proporre valori reazionari e fallocentrici, volti a negare la libertà di autodeterminazione delle donne in ogni ambito della vita.
La manifestazione del 24 Novembre ci ha reso più unite e più determinate nell’affermazione della nostra libertà.
Figlie Femmine è un collettivo femminista universitario che intraprende un percorso che ci vede quotidianamente protagoniste di una lotta contro tutte le dinamiche di potere escludenti e repressive. Essere femministe significa essere antifasciste e antirazziste per un modello identitario  che faccia delle differenze la propria ricchezza. Essere figlie femmine significa combattere ogni giorno per l’autodeterminazione di ogni individuo, contro ogni tipo di oppressione, a comincare da quella della morale cattolica.                                           

Spezziamo le catene del patriarcato!!!

 Bologna, 27 novembre 2007
  Figlie Femmine

Doc di adesione alla Manifestazione Nazionale 24/11/2007

17 Novembre: tutt@ a Genova!!

 

LA STORIA SIAMO NOI
E' da anni che chiediamo che tutti e tutte si facciano carico delle sorti dei processi per il g8 di genova. L'arroganza dei pm genovesi titolari del processo contro 25 manifestanti per devastazione e saccheggio sembra finalmente aver
smosso la coscienza di quei 300.000 che a Genova hanno cercato di opporsi al pensiero unico che il g8 rappresenta.
Pensiamo che questo non sia il momento di settarismi e distinguo puerili, ma che sia necessaria una manifestazione di massa e una partecipazione senza se e senza ma a tutte le iniziative che vogliono fare pressione per evitare che la sentenza del processo per devastazione e saccheggio ricalchi le richieste dei pm.
Per questo speriamo che tutti e tutte rispondano agli appelli e alle moblitazioni che verranno lanciate, con intelligenza e con la voglia di gridare e rivendicare quel lontano 20 e 21 luglio 2001.
LA STORIA SIAMO NOI
Un appello alla mobilitazione di tutti per il 17 novembre
"La storia siamo noi" non è uno slogan. E' un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario.
Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla nostra pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade di Genova sono diventati i paladini dell'ordine e della giustizia.
Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale, mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l'energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato.
Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità giuridica e
realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare la stizzosa vendetta del potere.
Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato l'operazione di revisione della storia che è cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro
il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere.
Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per fare si che 25 persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutt*, nessuno escluso.
Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in quello che hanno rappresentato.
Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora qui, oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.
Per cominciare primo appuntamento a Genova: 17 novembre 2007
LA STORIA SIAMO NOI

 

 

Convocazione Manifestazione Nazionale contro la violenza maschile sulle donne

 

In seguito all'assemblea del 27/10/2007 a Roma ..la convocazione è definitiva!

CONVOCAZIONE
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
L'assemblea di singole donne e di realtà associative femminili, femministe e lesbiche, provenienti da tutta Italia, che si sono riunite in assemblea pubblica domenica 21 ottobre a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne sulla base dell'appello diffuso dal sito
www.controviolenzadonne.org
In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne convoca una MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA 24 NOVEMBRE 2007 - ORE 14
Le donne denunciano le continue violenze e gli assassini che avvengono in contesti familiari da parte di padri, fidanzati, mariti, ex e conoscenti. E' una storia senza fine che continua a passare come devianza di singoli, mentre la violenza contro le donne avviene principalmente all'interno del nucleo familiare dove si strutturano i rapporti di potere e di dipendenza. Ricordiamo che l'aggressività maschile è stata riconosciuta (dati Onu) come la prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo. Il tema, soprattutto in Italia, continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura avallando la tesi che sia qualcosa di ineluttabile, mentre si tratta di un grave arretramento della relazione uomo donna. La violenza contro le donne non deve essere ricondotta, come si sostiene da più parti, a un problema di sicurezza delle città o di ordine pubblico. La violenza maschile non conosce differenze di classe, etnia, cultura, religione, appartenenza politica. Denunciamo la specifica violenza contro le lesbiche volta a imporre un modello unico eterosessuale. Non vogliamo scorciatoie legislative e provvedimenti di stampo securitario e repressivo. Senza un reale cambiamento culturale e politico che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo non può esserci salto di civiltà. Scendiamo in piazza e prendiamo la parola per affermare, come protagoniste, la libertà di decidere delle nostre vite nel pubblico e nel privato. Scendiamo in piazza per ribadire l'autodeterminazione e la forza delle nostre pratiche politiche. controviolenzadonne.org

IMPORTANTE: [Il corteo previsto è di sole donne. Però non tutti i gruppi femministi sono separatisti e quindi ci si è accordate democraticamente che ogni gruppo deciderà autonomamente con quali pratiche tenere fuori gli uomini dal proprio spezzone. Se avete dubbi o volete esprimere un parere sul corteo separatista potete trovare una discussione già iniziata sul blog di controviolenza.org