SPAVENTOSO E TERRIFICANTE : I GUARITORI DI GAY
L'OMOSESSUALITA' COME UNA MALATTIA DA CURARE
Sembra incredibile ma purtroppo è pericolosamente vero. In Italia, ma non solo, c'è chi sostiene che l'omosessualità sia una malattia e che vada curata, e per questo offre il suo "aiuto" in un percorso che dovrebbe portare il "malato omosessuale" alla guarigione, cioè all'eterosessualità. E' la cosidetta "terapia riparativa" che viene praticata da alcuni psicologi e psichiatri insieme a gruppi ultracattolici e rappresentanti della chiesa cattolica.
Tutto viene descritto accuratamente in un reportage di Davide Varì pubblicato sul quotidiano "Liberazione" del 23/12/2007.
Di seguito i link per leggere il reportage di Davide Varì e gli altri articoli pubblicati sempre da "Liberazione" il 27/12/2007 che riportano le reazioni del mondo politico, e non solo, alla notizia dei "guaritori di gay".
L'articolo di Davide Varì, clicca qui e poi seleziona la pagina 3 del quotidiano Liberazione.
Le reazioni al reportage, clicca qui e poi seleziona la pagina 2 del quotidiano Liberazione.
Asilo Occupato sgomberato - sceriffi a Firenze
Il 29 Novembre 2007 è stato sgomberato l’Asilo occupato di Via Bolognese a Firenze. 40 poliziotti cercavano terrorist*! In realtà il Comune di Firenze aveva già ordinato lo sgombero dello stabile per motivi commerciali.
<<Dopo due anni di occupazione stamattina la polizia ha sgomberato l'asilo occupato di via bolognese, stabile occupato due anni fa, il 13 novembre. in contemporanea lo sgombero di villa panico, un altra casa occupata nel parco di san salvi a firenze. loro sono ancora sul tetto.
e' allucinante, due sgomberi congiunti, nel medesimo giorno, causa indagine per reati associativi.
ecco qui che spunta sempre il "mostro", il presunto reato associativo per giustificare sgomberi di case e realta' la cui unica azione svolta in questi anni e' di far rivivere luoghi abbandonati dall'amministrazione pubblica. Costruire progetti che sperimentano esperienze significative sul lato della convivenza e della socialita'.
le immagini scorrono, brividi sul corpo. ancora una volta sono riusciti a sgomberare e chiudere un luogo, l'asilo che per tante sue caratteristiche e' stato un habitat di relazioni, persone che tanto hanno saputo dare a tutti coloro che l'hanno attraversato.
la bruca con le sue cene vegane, la bella fica (motto che invita all'autogestione,autocreativita' e condivisione di ogni evento e gesto), le chiaccherate e serate by vaginevolanti su prostituzione, il piacere, le relazioni, il gender."il privato diventa pubblico". concerti musicali, dall'improvvisazione jazz alle performances queer. tanta gente diversa per background, storie e propensioni personali, tutte sotto lo stesso tempo. gli anziani della Lastra, piccolo borgo sulla bolognese, che in molti ci hanno accompagnato fin dal nascere nella costruzione di questo spazio.nel bene e nel male.ma senza indifferenza.
l'asilo vive.
la sirena e' la nostra memoria...>>
Vagine Volanti invitano:
Lunedi dalle 16 aperitivo bella vita sull'autobus n 25, porta quello che vorresti trovare, tra cui possibilmente uno stereo a pile, birre e stuzzichini e divertiti a salire e scendere dalla lastra!
Giovedi la classica cena vegan "la bruca" in stile nomade, andiamo a farci chiudere lo stomaco alla vista della porta murata dell'asilo!! Ma intanto ci riprendiamo il marciapiede e il vicinato..
Sabato pomeriggio corteo cittadino della serie ognun per se, miseria per tutti usiamo invece la solidarieta' come vera arma e pratica sovversiva! Contro sgomberi e sfratti, contro le montature giudiziarie, il pacchetto sicurezza e la Firenze del delirio securitario, mentre Cioni ci odia sempre di piu'...
... Il Collettivo Figlie Femmine, che vive e si muove in una Bologna securitaria e repressiva, esprime la sua solidarietà a tutte le vittime dei sceriffi.

Comunicato Figlie Femmine sulla Manifestazione Nazionale contro la violenza maschile sulle donne
Un muro è stato abbattuto, sabato 24 novembre a Roma eravamo 150 mila a manifestare contro la violenza maschile sulle donne e la relativa strumentalizzazione che la politica istituzionale ne fa.
La violenza contro le donne si riversa soprattutto tra le mura domestiche , quindi in quel contesto familiare tanto rivendicato come unico luogo legittimo di espressione affettiva e sessuale delle persone. Un concetto di famiglia che si riveste di eteronormatività e reitera pratiche di sopraffazione maschile. Per questo non ci stupisce, ma ci indigna, la presenza di parlamentari che hanno approvato e redatto provvedimenti securitari e che allo stesso modo sostengono iniziative come il “family day”, espressione di una cultura integralista cattolica e sessista.
Noi manifestanti abbiamo scelto, rivendicato e reso noto sin dall’inizio l’autodeterminazione delle nostre pratiche e quindi la nostra autonomia politica. Riteniamo che i tentativi di strumentalizzazione siano stati fermati in modo coerente rispetto alla piattaforma di convocazione.
Abbiamo condiviso la pratica separatista della manifestazione perché viviamo il separatismo come parte del nostro percorso politico che alterna momenti di riflessione tra donne a pratiche miste, nel rispetto di tutte le differenze che attraversano i femminismi.
Nonostante il becero tentativo dei media di oscurare questa manifestazione straordinaria e partecipata, ne rivendichiamo la portata e la valenza politica. Un rinnovato femminismo si fa strada in una società che continua a proporre valori reazionari e fallocentrici, volti a negare la libertà di autodeterminazione delle donne in ogni ambito della vita.
La manifestazione del 24 Novembre ci ha reso più unite e più determinate nell’affermazione della nostra libertà.
Figlie Femmine è un collettivo femminista universitario che intraprende un percorso che ci vede quotidianamente protagoniste di una lotta contro tutte le dinamiche di potere escludenti e repressive. Essere femministe significa essere antifasciste e antirazziste per un modello identitario che faccia delle differenze la propria ricchezza. Essere figlie femmine significa combattere ogni giorno per l’autodeterminazione di ogni individuo, contro ogni tipo di oppressione, a comincare da quella della morale cattolica.
Bologna, 27 novembre 2007
Figlie Femmine
Riflessioni sull'aborto
È nel novecento che si è affacciata, e poi diffusa, la tesi che lo stato debba garantire alle donne che si ritrovano ad avere una gravidanza indesiderata, la possibilità di interromperla. Molti sono i motivi che giustificano la legalizzazione dell’ aborto, tra questi: -il vietarlo non ne impedisce la pratica, la rende invece clandestina, costosa e pericolosa; -la vita di una madre ha più valore di quella del feto; -la maternità deve essere una scelta responsabile e consapevole, e non il frutto, ad esempio, del malfunzionamento di un contraccettivo; -la vita per un bambino non desiderato, potrebbe non essere la soluzione migliore. Fino al 1975 l’ aborto era in italia ancora una pratica illegale: uno degli ultimi paesi europei a considerarlo un reato. Ciò non significava, ovviamente, che di aborti non ne avvenissero: anzi, le donne italiane, già svantaggiate da una legislazione punitiva nei confronti della contraccezione, quando incappavano in una gravidanza non voluta si dovevano rivolgere clandestinamente alle mammane. (Continua)





